La Compagnia dei Teatranti – Il laboratorio teatrale per bambini di Kerè

Percorso teatrale per bambini dai 6 ai 10 anni. L’espressività a servizio della creatività, l’improvvisazione, la recitazione, le regole della dizione.

I bambini: che siano impertinenti, imprevedibili, divertiti e divertenti, essi rispondono alla natura del teatro, che è quella di “giocare”. La loro capacità di credere, far credere,  trasformarsi, stravolgere, è il modo più libero e spontaneo di fare teatro. Credo fortemente nel valore che l’immaginazione ha nell’educazione, credo nella creatività infantile e al valore di liberazione di gesto e parola. Credo anche che sia necessario “allenarsi” all’immaginazione, importante quanto la memoria e l’attenzione. Questo è il motivo che mi avvicina ai bambini nel fare teatro con loro, una continua sperimentazione  di quello che viene definito il gioco più bello del mondo. Il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi alla portata di tutti, grazie alla fantasia e all’immaginazione. Il gioco  teatrale non serve al bambino come semplice ricordo di impressioni vissute ma attraverso i dati dell’esperienza il bambino rielabora in modo creativo una nuova realtà, rispondente alle sue necessità. Il gioco del teatro incontra i bambini nel paese dell’arte e della creatività, partendo dal loro naturale istinto di mimesi, cioè di imitazione. Questo gli permette di vivere il teatro come un mondo di azioni e parole giocate ma “bene pronunciate”, ripetendo ciò che già conoscono e sperimentando con la curiosità ciò che gli è sconosciuto. Non c’è ancora l’illusione, l’artificio. Nel credere realmente di poter diventare invisibili, di poter essere una fata o il principe che libererà dalle grinfie della strega, i bambini danno sfogo o liberano ( non dimentichiamo che anche i bambini sono riservati o timidi) la propria capacità espressiva – corporea, emotiva, vocale, creativa. Perché sono disposti a lasciarsi sedurre dal teatro, cui rispondono con un atto di fede. Ne ricavano stimoli, creatività ottimismo, fiducia, anche fatica,  scoprendo il valore educativo dell’utopia. Training fisico e vocale, attività gestuale e corporea, giochi di improvvisazione teatrale, relazione tra spazio e corpo, corpo e tempo, musica e movimento, espressività, comunicazione, fantasia: così il laboratorio teatrale diventa il luogo dove costruire una creatività. Per dirla con Laing:

Non mi diverto se loro

 non si divertono. Se faccio

in modo che si divertano, allora

potrò divertirmi con loro. Far sì che

si divertano, non è un divertimento.

E’ duro lavoro.

Ma è il mio lavoro. E mi piace.

Per info: Loretta Bonamente 3389235119